syzen

Giochi di guerra

Apologia — Inviato da syzen @ 20:47
Soft air: giochiamo alla "guerra"
Il "combact" all'estero è già una mania. Niente paura però, è assolutamente innocuo.

Articolo di  Domenico Mazzone (http://www.coratolive.it/News/news.aspx?idnews=4735)

Se un giorno passeggiando in qualche bosco doveste imbattervi in persone armate fino ai denti, in mimetica ed anfibi, non abbiate paura, non si tratta di operazioni militari, bensì di giocatori di Soft air.
Stiamo parlando di uno sport nato nei primi anni '90 (da poco è stato riconosciuto dal CONI) che, seppur lentamente, sta prendendo piede anche alle nostre latitudini attraverso club sparsi già in molti comuni italiani che svolgono tornei a livello nazionale. Si perchè questo "combact" è già molto praticato all'estero come nel nord d'Italia, ed inoltre, vanta persino delle riviste specializzate. «Il gioco - ci spiega Onofrio Signorile, membro del club "Arditi" di Corato che conta già una ventina di partecipanti - simula e riproduce, nella maniera più realistica possibile, quelle che sono state le azioni militari. L'unica differenza è che qui non si fa male nessuno. All'estero, molte aziende, invitano i propri dipendenti a prendere parte a questa attività, in quanto il Soft air riesce a far emergere capacità di leadership». I partecipanti s'incontrano in zone predefinite, qualunque scenario va bene, dove, dopo essersi divisi in due o più gruppi, danno vita a vere e proprie battaglie finalizzate a conseguire un obiettivo quale può essere rubare la bandiera o conquistare la postazione avversaria. Insomma; una versione dinamica del celebre Risiko.
E' importante essere a conoscenza che il gioco viene effettuato in modo molto coscenzioso. Le aree della competizione vengono delimitate con dell'apposita segnaletica e sono riconosciute, previa autorizzazione, da un ente o un proprietario privato. Inoltre è un obbligo informare le forze dell'ordine su luoghi, date e orari in cui si svolge questa attività. «Vogliamo specificare che non siamo un gruppo paramilitare - continua Signorile - ne tantomeno degli esaltati. Non esistono né fini di lucro né politici. Pratichiamo questo sport per la forte scarica di adrenalina che ci provoca quando riusciamo ad immedesimarci completamente in questa realtà "virtuale". Questo gioco è in grado di creare aggregazione, un forte spirito di squadra e inoltre sviluppa notevolmente le individuali capacità sia fisiche che sensoriali».
Il Soft air può essere praticato da chiunque, uomini e donne l'importante è che abbiano superato i 16 anni d'età e che (non trattandosi di un gioco statico) abbiano un minimo d'idoneità fisica. Allo stesso tempo, però, vige un regolamento che deve essere rispettato: non viene ammesso al club chi abbia fatto uso di stupefacenti o chi è stato condannato penalmente.
«La nostra attrezzatura, le armi in particolar modo, riproduce fedelmente quella in dotazione ai vari eserciti del mondo. E' chiaro che, anche per una questione di credibilità, non possiamo accettare all'interno del nostro club persone poco giudiziose. Malgrado spariamo pallini di plastica, e i nostri fucili rientrano nella categoria dei giocattoli, è facile scambiarli per armi vere e proprie».
Ritornando al gioco Signorile vuole precisare: «Alla base di tutto c'è l'onestà di ogni partecipante. Chi viene colpito deve dichiararlo, in caso contrario il Soft air non ha ragion d'essere».
Il Soft air insomma è una versione un po’ più elaborata e complessa dei giochi che ognuno di noi ha fatto da bambino, dalla "guerra" ai vari "guardia e ladri", di cui ha la stessa innocenza e la stessa passione.«Il Soft air non istiga alla guerra ne, tantomeno, alla violenza. - conclude Signorile - Invitiamo chi fosse interessato a mettersi in contatto con noi tramite l'email
arditicorato@libero.it».
 (Continua)

L'individuo

Apologia — Inviato da syzen @ 17:23
L’INDIVIDUO


TESI

Partire da ciò che sono: un INDIVIDUO, che vive in una DIMENSIONE CONTEMPORANEA basata su relazioni interpersonali e intertemporali che hanno come valore fondante il DENARO.
Il denaro conferisce all’individuo potere,  al di là di ogni radicamento storico-sociale, creando entità-individui come accumulo di valore nel tempo e nello spazio. E’ per questo, a mio parere, che ogni abolizione rivoluzionaria dello stato presente appare destinata a partire dall’essere umano individuale.
 (Continua)

Powered by LifeType, NoBlogs.org and A/I Collective