Sui compagni arrestati a Spoleto

Ieri mattina sul presto ricevo la notizia che 5 compagni anarchici sono stati arrestati in umbria.
(link a informa-azione)

La magistratura perugina ha spiccato dei mandati di cattura nei loro confronti sulla base dell’articolo 270 bis:  associazione sovversiva.
Li si accusa di essersi sovversivamente associati per mandare all’aria la quiete della verde umbria, di aver mandato proiettili al suo presidente regionale e di essere pronti ad alzare il tiro.
D’altronde,  si sa, gli anarchici disdegnano di nascondere le loro intenzioni.
La notizia rimbalza velocemente sui siti di informazione:  anarchici, insurrezione, sovversioni varie ed eventuali.

Compaiono le prime foto ed immagini : la banda è composta da 4 ventenni ed un quarantenne ;  ti aspetti arsenali, bombe,  tralicci che saltano , una santa barbara ad Assisi ed invece niente.  Vengono sequestrati 5 coltelli e altri materiali pericolosi quali riviste, giornali, volantini e personal computer.
Comincio a pensare che il magistrato che ha firmato gli ordini di cattura sia un segreto ammiratore dell’ideale anarchico; in fondo gli anarchici sono tra i pochi ad aver resistito alla corruzione tipica di questa deforme postmodernità.
Negli ultimo vent’anni tutto è stato decostruito (per poi essere riassemblato alla bisogna) ma non gli anarchici. Una vera certezza.
Forse è per questo che il magistrato ha dato loro un 270 bis " associazione  con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico".  : per ammirazione e rispetto.
Gli anarchici , e non solo loro, godono di grande rispetto tra i magistrati ed è per questo che i 270 bis negli ultimi 6/7 anni fioccano come la neve sulla piazza rossa a dicembre.

A mettere tutte in fila le incriminazioni e gli arresti per 270 bis degli ultimi tempi pare di essere alla soglia della guerra civile: spuntano ovunque sovversivi associati, gruppi pronti ad entrare in azione, bombe lì lì per esplodere e alla fine niente. niente di niente. Decine e decine di arresti, migliaia di perquisizioni, anni di galera preventiva e alla fine tanti saluti. Era solo un premio alla costanza.

Che ne so , uno pensa al numero di morti ammazzati da gruppi guerriglieri in Italia negli ultimi vent’anni e crede di dover usare il pallottoliere: 100 ? 1000 ?
No, 3. Tre morti ammazzati in 20 anni  che fa + o meno il numero quotidiano di operai morti sul lavoro.
E’ brutto fare il conto dei morti ma è peggio fare i conti dei murati vivi a questo punto.
Sto pensando a queste cose quando vedo apparire tronfio e squallido un personaggio che si prende tutti i meriti dell’operazione: si chiama Ganzer, Generale Ganzer ed è il vicecomandante dei Ros, i reparti operativi speciali dei carabinieri.
Egli titilla le orecchie avide dei giornalisti parlando di intercettazioni sofisticate, di cellula insurrezionale pronta al balzo, di guerriglia umbra;
cose mai viste insomma, infatti nessuno le ha viste. Per le prove schiaccianti ci penserà il magistrato a tempo debito. La prevenzione è tutto in questi casi e la galera è la migliore prevenzione : prevenire è meglio che curare.
Quando oggi ho letto su alcuni giornali il testo di alcune intercettazioni non sapevo se ridere o piangere e ho immediatamente pensato che forse in qualche piega della manovra finanziaria ci sia un qualche comma che finanzia la  ricostruzione dei campi di concentramento.
Così mentre il magistrato si limitava a parlare di soggetti pericolosi assicurati alla giustizia e la galera si apriva per ingoiare non si sa per quanto i 5 compagni di spoleto il generale Ganzer apriva la sua enorme coda da pavone e riceveva gli applausi bipartisan di tutti i patrioti, dimentichi  ( o forse silenti) che anche il nostro eroe è sotto processo con molti dei suoi sodali (traffico di droga, peculato, falso ect ect) , che il suo processo langue da qualche parte del tribunale di milano e che il suo principale accusatore ha nel mentre trovato il tempo di morire suicida.
Chi si meraviglia ancora di queste cose è un cretino.
Ganzer ed i ros sono un vero corpo all’avanguardia; hanno intuito con anticipo il divenire della guerra civile in questa società che si va sfarinando ogni giorno di più e operano esattamente come facevano alcune bande tipo la Kock o la Carità durante la guerra civile combattuta tra il 43 e il 45 in Italia.
Sequestrano, torturano, costruiscono prove e quando il loro pacchetto è pronto vanno nelle procure della repubblica dove generosamente offrono il frutto del loro business-core.
I magistrati sono autonomi (lo dice la costituzione) e anche loro sono autonomi  (lo dice una legge approvata dalla sinistra che ha reso completamente autonomi i carabinieri e le loro sottobande)
Così vanno le cose e così devono andare.
Fino a quando ?

Syzen_1

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